Lectio Divina: un anno con San Paolo

L’Apostolo delle Nazioni

Le sue lettere sono state i primi lavori del nostro Nuovo Testamento, anticipando i Vangeli di diversi anni. Ci danno una visione interna delle sfide dei primi seguaci di Gesù Cristo. Ma, cosa più importante, essi danno testimonianza della fede di un uomo la cui vita fu trasformata dall’incontro con Cristo. Dalla lettura dei suoi scritti, non emerge di certo un Paolo così perfetto: le sue lettere, come gli Atti degli Apostoli, rivelano un essere umano con difficoltà e debolezze, per il quale però Cristo, che cambierà il nostro umile corpo nel suo glorioso corpo (FiI3:21), fu tutto.

 

I benedettini di S. Paolo e la Lectio Divina

Fin dall’Ottavo secolo dell’era cristiana, la comunità benedettina di S. Paolo fuori le Mura di Roma ha servito la basilica che conserva le spoglie mortali dell’ Apostolo. Questa comunità, vivendo secondo la Regola di S. Benedetto, pratica la lectio divina come parte integrante della sua antica spiritualità. Lectio divina (la frase latina significa letteralmente “lettura divina”), è la devota riflessione della parola di Dio nella Scrittura. La pratica è stata articolata in 4 “fasi”: lectio, meditatio, oratio e contemplatio (lettura, riflessione, preghiera e contemplazione) ed è messa in pratica dai monaci quotidianamente.

 

La pratica della Lectio

Il tempo dedicato alla lectio inizia con una preghiera di dedicazione, per esempio: “Signore, facci dono del Tuo Spirito Santo così che il Tuo amore ed il Tuo volere si rivelino a me/noi”. Dopo, il passo scelto viene letto in modo lento. La riflessione può seguire immediatamente oppure dopo una seconda, o terza lettura. Una frase può colpire il lettore e spingerlo/a alla preghiera; può succedere che una singola frase sia sufficiente per l’intero tempo a disposizione. Può accadere che chi sta pregando non senta la necessità di esprimersi a parole, e la persona venga indotta al silenzio. Le fasi della lectio divina non sono rigidamente lineari: una gentile spirale è un modello migliore di una stretta sequenza cronologica.

La Lectio divina può essere fatta da soli o con altri. Se è una pratica quotidiana, come per i monaci, è parte del lento processo di trasformazione della persona in Cristo che è il Verbo incarnato. Se un gruppo parrocchiale o altro gruppo desidera praticarla insieme, periodicamente, come ispirazione per la loro vita o lavoro, possono aggiungere una quinta fase, actio o missio, azione o missione, concludendo la loro seduta con la domanda, “Cosa Dio vuole concretamente da noi ora”?

 

La Lectio nelle lettere di S. Paolo

I monaci benedettini di S. Paolo vorrebbero offrire a tutti gli uomini e le donne di buona volontà, a tutti coloro che cercano o riconoscono Cristo come loro Signore e Salvatore, una struttura di lectio divina per l’Anno dell’ Apostolo delle Nazioni. Abbiamo diviso le 13 lettere attribuite a S. Paolo in 365 brevi testi, la cui lunghezza varia dai tre o quattro, ai dieci versi, un testo per ogni giorno dell’ Anno, partendo dal 29 Giugno, solennità degli Apostoli Pietro e Paolo. L’ordine è la tradizionale sequenza del Nuovo Testamento: Romani, l Corinzi, 2 Corinzi, Galati, Efesini, Filippesi, Colossesi, 1 Tessalonicesi, 2 Tessalonicesi, 1 Timoteo, 2 Timoteo, Tito e Filemone. La lettera agli Ebrei, anticamente attribuita a S. Paolo, non è stata inclusa. Lo abbiamo deciso per non sollevare domande erudite circa l’autenticità, le fonti, ecc..: tali domande, pur importanti, non sono direttamente rilevanti per la lectio divina. Anche se la divisione delle lettere in piccoli passi può sembrare occasionalmente arbitraria, la nostra intenzione è stata di proporre un pratico pezzo di Scrittura che segua l’ordine delle lettere. Non c’è stato alcun tentativo di collegare i testi alle festività o stagioni liturgiche. Se una persona usa questi testi ogni giorno, lui o lei che sia, alla [me dell’ Anno, avrà riflettuto e pregato su tutte le lettere Paoline.

Quanto tempo bisognerebbe dedicare ad ogni testo? Dipenderà del tutto dal programma del lettore, e da quanto potrà lui o lei dedicare ad esso. Anche soli 10 minuti hanno il loro valore.

Non abbiamo preparato commentari. Alcune parti delle lettere di S. Paolo sono difficili, e un lettore potrebbe voler trovare un commentario che offra informazioni o spiegazioni. Ciò può essere utile, ma è secondario e non essenziale alla lectio divina. Quanto offriamo noi, invece, è una breve introduzione ad ognuna delle 13 lettere, per cercare di spiegare il contesto e i punti più importanti dei temi trattati.

Nonostante che gli Atti degli Apostoli, attribuiti a S. Luca, ci parlino molto di S. Paolo e della sua missione, non li abbiamo inclusi nel nostro schema. Anche le lettere rivelano l’uomo, ma cosa più importante, rivelano l’Uomo, Cristo Gesù, il quale, essendo per natura Dio, non stimò un bene irrinunciabile l’essere uguale a Dio (Fil2:6), e che trasformò la vita di Paolo. La nostra speranza e la nostra preghiera, nell’ Anno di S. Paolo, è che ogni persona che si avvicinerà alla parola di Dio presente nelle lettere, possa conoscere e amare Cristo, crocifisso e risorto, e con lui viva pienamente (cfEf2:5).

 

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