Colloquio Ecumenico Paolino

Colloquio Ecumenico Paolino

Dal 1968 ogni due anni i monaci benedettini di San Paolo organizzano il Colloquio ecumenico paolino invitando esegeti e studiosi di diverse tradizioni cristiane che provengono da ogni parte del mondo per un colloquio di approfondimento di una settimana in cui si studia e ci si confronta sugli scritti dell’apostolo Paolo. Questa attività culturale si inscrive nell’antica tradizione dell’Abbazia che ha sempre lavorato in favore dell’ecumenismo, servizio richiesto e riconosciuto da diversi pontefici e che con uno speciale mandato papa Benedetto XVI ha ufficialmente rinnovato ai monaci benedettini dell’abbazia di San Paolo fin dall’inizio del suo pontificato. Nel 2008 con la sua 20° edizione si è raggiunto il 40° anno del Colloquio celebrato in un anno particolarmente importante, quello dedicato al Bimillenario della nascita dell’Apostolo Paolo.

 

Colloquio Ecumenico Paolino edizione 2018 – 50° anniversario

“L’apostolo Paolo è stato, in linea generale, una figura piuttosto dibattuta. Le sue lettere riflettono le profonde controversie all’interno della Chiesa delle origini ed il suo linguaggio e le sue emozioni sono abbastanza forti. Sin dall’inizio ci sono state opinioni contrastanti circa l’interpretazione di queste lettere e gruppi Cristiani rivali hanno preteso di avere Paolo dalla loro parte. Eppure Paolo stesso invitava alla unità nella Chiesa e con uno splendido linguaggio esortava i Cristiani a praticare un amore efficace contro la competizione e divisioni. Ma può oggi la Chiesa essere d’accordo sulla migliore interpretazione di Paolo e mettere in pratica il suo messaggio impetuoso verso l’unità?

Due grandi divisioni hanno spaccato la Chiesa cristiana: il grande scisma tra la chiesa cattolica e la chiesa greco ortodossa nel 11 secolo e la riforma protestante nel 16 secolo. Al risveglio del concilio vaticano secondo (1962-65) emerse una nuova determinazione a superare le vecchie divisioni e di riunificare tra le barriere che erano sorte. Una iniziativa strategica in questa direzione fu la creazione nel 1968 del Colloquio ecumenico Paolino, una conferenza accademica che quest’anno celebra il suo cinquantesimo anniversario. Il colloquio fu il frutto dell’ingegno di Giovanni Battista Franzoni della comunità di san Paolo fuori le Mura in collaborazione con lo studioso belga d. Jacques Dupont. Insieme concepirono l’idea di tenere una serie di conferenze, invitando i maggiori studiosi internazionali delle tradizioni Cattolica, Protestante e Ortodossa. L’obiettivo era di studiare insieme le lettere di Paolo e tentare di capire se le tre tradizioni della Chiesa potessero imparare l’una dall’altra e persino raggiungere una mente comune nella interpretazione di Paolo.

Quella visione è stata ampiamente soddisfatta. Ogni due anni, il Colloquium si è riunito nell’Abbazia di San Paolo fuori le Mura, con la partecipazione di un limitato ed attentamente selezionato numero di studiosi specializzati in San Paolo. Lavorando con rigore ed attenzione sulle lettere di san Paolo una per volta, questi Colloquia hanno dedicato notevole tempo alle discussioni e reciproche comprensioni. In uno spirito di ecumenismo ricettivo e di senso di responsabilità ad attenersi prima e soprattutto al testo delle lettere di Paolo, nuove comprensioni di Paolo sono emerse da diverse angolazioni, insieme ad una più profonda cognizione delle differenze di prospettiva. Per esempio c’è stata una pregevole nuova indagine dell’etica di Paolo circa la libertà, l’amore e la edificazione della comunità, svincolando le potenzialità delle lettere di Paolo per una più attuale comprensione della etica cristiana oggi.

Questa è l’unica occasione al mondo in cui le tre maggiori tradizioni cristiane interagiscono così fortemente sull’interpretazione di Paolo e l’impatto di queste conferenze è stato immenso. Ventitré volumi di raccolte di relazioni sono stati pubblicati ad oggi da questi “Colloquia” (tutti adesso disponibili da Peeters Publishers, Leuven). Questi volumi, e molte relazioni individuali all’interno di essi, sono diventati classiche trattazioni dei loro testi o temi, molto consultati dagli studiosi di tutto il mondo. Ma c’è stata anche una più larga influenza nella intera chiesa. Nonostante in passato Paolo sia stato chiamato in causa nelle controversie cristiane, da questi “Colloquia” è emersa una contro-tendenza, nella quale Paolo è stato al centro di una attenzione unificante. Negli ultimi 50 anni, il temperamento della Chiesa è cambiato completamente: c’è un nuovo spirito di cooperazione, un desiderio di capire ed una volontà nei vari rami della chiesa di ricevere saggezza l’uno dall’altro. Paolo adesso è celebrato con eguale gioia e maggiore comprensione reciproca nelle tre tradizioni cristiane e persino la Riforma può essere menzionata senza l’amarezza del passato.

Quest’anno, nel suo 50° anniversario, il “Colloquium” si riunisce nuovamente, questa volta per studiare i capitoli centrali della più influente lettera di Paolo, la Lettera ai Romani. Studiando quella lettera insieme a Roma, come eredi di duemila anni di tradizione cristiana, il “Colloquium” cercherà di sviluppare quella tradizione in un nuovo, accademico e costruttivo modo, nella paziente lettura del testo ed attraverso una intensa discussione scientifica. Questo è un buon momento per celebrare quanto il “colloquium” abbia raggiunto e quanto l’apostolo Paolo ancora contribuisca ai nostri bisogni contemporanei, sia nella chiesa che nella società intera.”

Prof. Barclay John, M. G.

University of Durham

 

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